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Tag: automobile

Torna la Volkswagen Beetle, il nuovo mitico Maggiolino

29 luglio 2011

Foto tratta dal sito VW

Dopo oltre settant’anni, un remake del 1998 e 21,5 milioni di articoli venduti in tutto il mondo, torna sulle strade la Volkswagen Beetle, conosciuta in Italia come la mitica Maggiolino. Un’auto che ha segnato un’epoca e che è stata per tanti uno status symbol di libertà e creatività. Il nuovo Maggiolino è stato presentato al salone di Shanghaii ed arriverà sul mercato italiano in autunno, week end porte aperte (19-20 novembre), ma i primi esemplari sono già ordinabili oggi.

La Volkswagen ha voluto omaggiare uno dei suoi modelli più acclamati con un ritorno in grande stile anche se con una netta sterzata nel target della clientela. Si perché la nuova Beetle è un’auto dai tratti decisi e marcati, qualcuno li ha definiti “virili”, in netta controtendenza con le curve morbide e languide dei modelli precedenti. Il frontale richiama la Porsche 356, come era anche per il modello originale, è sparito il portafiori sulla plancia, la cabina è più arretrata ed il cofano più lungo, modificato anche il profilo del tetto (grazie anche all’aumento di 15 cm nella lunghezza rispetto al modello precedente) ed è stato aggiunto un vistoso spoiler sulla coda. Tante piccole differenze che determinano però il nuovo carattere di quest’auto, grintoso e competitivo.

La nuova Beetle riesce ad ospitare comodamente quattro adulti, il suo bagagliaio è cresciuto da 209 litri a 310 (905 litri se si abbatte la fila posteriore di sedili) ed il sistema di apertura e di avviamento del motore è un automatico keyless. Elementi che invece stringono l’occhio al passato sono il cassetto portaoggetti con sportellino che si apre verso l’alto e gli strumenti circolari sopra la plancia. Il Nuovo Maggiolino ha una serie di dotazioni che ne garantiscono un elevato comfort come il navigatore integrato, la connessione bluetooth e le porte d’ingresso Usb e Aux per collegare i gadget digitali.

Per l’autunno 2011 saranno disponibili due motorizzazioni: il benzina 1.3 e quello 2.0 TSI da 105 e 200 cv, con cambio manuale la prima, con automatico DSG l’altra. La prima avrà il costo di 19.700 Euro, la seconda 28.050. La gamma, negli allestimenti Design e Sport, si incrementerà nel 2012 di altre motorizzazioni: benzina 1.4 TSI da 160 cv, Diesel 1.6 e 2.0 TDI da 105 e 140 cv. Quasi tutte le motorizzazioni sono disponbili anche con il cambio a doppia frizione Dsg. A fine 2012, poi, arriverà anche la versione cabriolet.

Filed under: Automercato — Tag:, , , — chantal @ 15:11

Il Paese del cavallo di ritorno

15 dicembre 2008

Furti d'auto: un'emergenza nazionale

Furti d'auto: un'emergenza nazionale

Cavallo di ritorno. E’ una pratica illegale talmente diffusa nel nostro Paese, specie al Sud, che merita una pagina particolare anche su Wikipedia. La definizione per comodità la cogliamo proprio da Wiki. Il cavallo di ritorno “prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto per riottenere la refurtiva”. Solitamente il cavallo di ritorno riguarda auto e moto. Vengono prelevate, spostate in luoghi appartati, in attesa che la vittima si faccia viva entro qualche giorno per richiederne la restituzione dietro pagamento. Se ciò non avviene, il mezzo rubato viene ripreso dal ladro, generalmente smontato e rivenduto a pezzi. In questo modo si evita innanzitutto che la refurtiva sia rintracciata “a casa” del malvivente e inoltre che il bene indebitamente sottratto venga successivamente rintracciato attraverso il numero di telaio o segni particolari.
Chi vive in luoghi dove il cavallo di ritorno è molto in voga spesso sa a quali referenti rivolgersi. Purtroppo.
E purtroppo talvolta è capitato che, in via assolutamente non ufficiale e amichevole, qualche membro delle forze dell’ordine a cui ci si rivolge per sporgere denuncia abbia concluso la discussione con la domanda: “Ha provato a vedere da Tizio?”.
In un’Italia dove ogni due minuti viene rubata un’automobile o una moto, combattere con maggiore decisione la pratica del cavallo di ritorno sarebbe un dovere dello Stato.
Invece, ritenendo forse i furti di questo genere di beni un male minore nel bel mezzo di un emergenza crimine nazionale, lo Stato affronta con scarsa decisione la questione. Peccato.
Perché il cosiddetto “cavallo di ritorno” è l’anticamera del pizzo. Pagare per avere subito un furto. Un non sense tipicamente italiano.

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