Pink Stop

CR&S Duu, la supermoto fatta a mano

12 marzo 2010

cR&s duu

L’ultima nata in casa CR&S motorcycles, la DUU è un concentrato di design, potenza ed innovazione che non può lasciare indifferenti. Raffinata creazione di una piccola azienda di Settimo Milanese, la CR&S DUU è stata una delle novità più apprezzate dell’ultimo salone milanese. Il nome Duu che in dialetto milanese significa “due” fa riferimento al due posti, due litri e due cilindri ma anche al fatto di essere la seconda in listino (dopo la Vun, Uno).

cR&s duu1

La CR&S DUU è un modello molto sofisticato che concilia in modo sublime la potenza di un motore americano e l’agilità della ciclistica europea. Questa naked, al vertice del settore Premium, è stata concepita per accontentare i gusti di tutte le tipologie di clienti seguendo il concetto del “fatto su misura”. Partendo da una versione standard i clienti hanno la possibilità di customizzarla scegliendo tra un’ampia gamma di opzioni tecnico-estetiche. Di base la CR&S DUU è in configurazione monoposto con allestimento modulare. Equipaggiata con il nuovo motore bicilindrico a V di 56° longitudinale S&S “X-Wedge” di 1.916 cc di cilindrata, la CR&S DUU rispetta la tradizione americana dei grossi bicilindrici a “V” ma è conforme ai più moderni standard di emissioni e rumore. La S&S è leader nelle parti speciali per elaborazioni di motori bicilindrici a V” Harley-Davidson, e produce anche una sua gamma completa di motori stradali e da competizione. Il motore è caratterizzato dalla distribuzione ad aste e bilancieri con tre alberi a camme (uno di aspirazione e due per lo scarico), 104.8 mm di alesaggio e 111.1 mm di corsa, capace di erogare 100 CV a 5.500 giri.ù

Ma questa due ruote innovativa, modulare, con un motore potente ed affidabile e costruita a mano con materiali di altissima qualità ha anche un prezzo non accessibile a tutti. Il modello base, che sarà commercializzato in Europa dal 2011, costerà circa 20mila euro.cR&s duu2

Presentata a Ginevra la Ferrari ibrida HY-KERS

2 marzo 2010

Ferrari Ibrida

Anche la casa di Maranello si è dovuta adeguare ed ha presentato al recente Salone di Ginevra il prototipo della Ferrari ibrida HY-KERS. Sembra quindi che la tecnologia ibrida sia la strada del futuro di cui nessuna casa automobilistica possa più farne a meno. La base di questo modello è chiaramente una Ferrari 599 GTB Fiorano ma il resto è completamente diverso. Il prototipo Ferrari, il cui nome (Kers) deriva dal sistema di recupero dell’energia in frenata usato proprio dalla casa del Cavallino, è infatti dotata di un sistema full-hybrid composto dal conosciuto V12 di 6 litri da 620 CV e 608 Nm di coppia affiancato a un motore elettrico da 80 kW e 150 Nm dal peso di circa 40 kg posizionato nella parte posteriore del cambio (a doppia frizione e 7 rapporti).

Ferrari Ibrida2

Il motore elettrico posto sotto la scocca e collegato alla parte posteriore del cambio F1 permette una migliore distribuzione dei pesi e lo sfruttamento di una delle due frizioni per inviare direttamente il moto a uno dei due alberi primari del cambio. La carica viene garantita da due batterie SAFT (partner della Ferrari anche in Formula 1) agli ioni di litio che hanno una capacità complessiva di 3 kW/h. Queste sono posizione sotto il pavimento dell’auto e sono integrate nel fondo piatto sagomato in modo da mantenere il centro di gravità dell’auto basso. Per ricaricarle in fase di frenata il motore elettrico si trasforma in generatore e recupera l’energia cinetica della coppia motore. Oltre a caricare le batterie questo sistema alimenta anche il servosterzo, il servofreno, l’aria condizionata e i sistemi di bordo, altrimenti dipendenti dal V12.

Ferrari Ibrida1

Il sistema di controllo elettronico Bosch che le gestisce provvede a mantenerne la carica tra l’80% e il 30% e si occupa anche di regolare l’apporto del motore elettrico in base a diversi fattori come possono essere il rapporto del cambio utilizzato, le condizioni di aderenza e la posizione del pedale dell’acceleratore, in modo da garantire una risposta sempre pronta in qualsiasi condizione.

Il propulsore elettrico della Ferrari HY-KERS poi, permette di viaggiare senza l’ausilio del motore termico al massimo per 6 chilometri permettendo così all’auto di abbassare notevolmente i consumi e le emissioni, azzerando queste ultime nella marcia cittadini su percorsi brevi. Da quanto viene dichiarato la Ferrari ibrida vanta un tempo di accelerazione da 0 a 200 km/h in 10,4 secondi. Un bolide extralusso attento alle emissioni che sarà disponibile in commercio nel giro di 3 – 5 anni.

Alfa Pandion Concept al Salone di Ginevra

18 febbraio 2010

Alfa Romeo bertone-pandion

Il ritorno della Bertone si preannuncia con il botto. Al prossimo Salone di Ginevra 2010 infatti sarà presentato il concept della Alfa Pandion disegnata da Mike Robinson, una coupé 2+2 su meccanica 8C. Pandion è il nome latino (Pandion Haliaetus) del falco pescatore, un uccello rapace di medie dimensioni molto diffuso in Nord America e si riferisce alla particolare apertura delle portiere che ricordano quelle delle ali di un volatile e ai proiettori anteriori che così infossati nella fenditura orizzontale della calandra, li fanno assomigliare agli occhi di un rapace.

Questo concept innovativo segna il ritorno della Bretone dopo i problemi dell’anno appena trascorso in cui l’impresa, fondata nel 1912 da Giovanni Bertone, è finita in amministrazione controllata e il comparto produttivo è stato ceduto alla Fiat. Lilli Bertone ha ora però rifondato la società e ripreso il controllo della Stile Bertone (il comparto design) e del marchio.

Alfa romeo bertone pandion

La Pandion, ideata per celebrare il centenario del Biscione, interpreta lo stile Alfa guardando al futuro e proponendo soluzioni all’avanguardia. Il tetto e la fiancata sono trasparenti e fanno solo intravedere la struttura portante dell’auto. Il frontale è aggressivo ed allungato, la coda, invece, è caratterizzata da una scomposizione dinamica delle forme e ricorda le piume di un rapace.

Oltre all’aspetto esteriore la Pandion è un mezzo innovativo anche per il suo leggerissimo peso. Lunga quattro metri e 82 e alta uno e 28, il concept di Bertone pesa circa mille chili, cioè poco più di una Fiat Panda a gasolio. Questo è stato possibile grazie all’utilizzo di fibra di carbonio sia negli interni che nella stessa carrozzeria.

La Bertone Pandion sarà presentata al Salone di Ginevra, che per la stampa aprirà il 2 marzo 2010, per il pubblico il 4, per chiudere i battenti il successivo.

Bertone Pandion

Scajola: nel 2010 nessun incentivo statale per le auto

10 febbraio 2010

Claudio Scajola

Contrariamente a quello che si pensava nel 2010 non saranno rinnovati gli ecoincentivi per l’acquisto di una nuovo automobile. L’ha reso noto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola da San Sebastian smentendo le voci che si rincorrevano fino a ieri su nuovi incentivi statali anche per quest’anno, seppur dimezzati. “Credo sia opportuno quest’anno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti” ha dichiarato Scajola a margine del consiglio informale dei ministri dell’Industria europei. “Nel 2009 il governo ha incentivato fortemente il settore auto - ha continuato il ministro - mi pare che qui a San Sebastian stia prevalendo la tesi di uscire dal sistema di incentivi sul settore auto, ferma la necessità di dare certezze altrimenti i consumi frenano”. In questo modo, nonostante il preoccupante crollo degli ordinativi dello scorso mese di gennaio il comparto auto dovrà farcela con le proprie forze.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il direttore generale dell’Unrae, l’Unione della Case automobilistiche estere che operano in Italia Gianni Filipponi ha fatto sapere che “Le parole di Scajola ci sorprendono, fino ad oggi avevamo ascoltato dichiarazioni diverse anche dal sottosegretario Saglia. Si tratta di un fatto gravissimo perché se ne è parlato tantissimo e di fatto si è rallentato il mercato. Mi auguro – ha proseguito – che non sia una decisione definitiva”. “L’abbinamento che si è fatto – ha detto ancora Filipponi – a livello mediatico e anche di governo tra la vicenda di Termini Imerese e gli incentivi, che invece sono un fatto totalmente diverso di sostegno al mercato e di rinnovo di un parco desueto e fortemente inquinante, ha indubbiamente nuociuto. Si è confuso un fatto produttivo con una cosa che riguarda fondamentalmente la filiera della distribuzione che soltanto per gli associati Unrae riguarda 100.000 persone. Sicuramente – ha infine concluso – hanno pesato la vicenda di Termini Imerese e la decisione presa dalla Fiat”.

Da parte sua la Federaicpa (associazione che riunisce i concessionari nazionali di autoveicoli) tramite una nota ha chiesto al ministro Scajola di rinnovare gli incentivi per 12 mesi in maniera decrescente, in modo da ottenere un’uscita progressiva, e di estendere la Tremonti-ter ai veicoli commerciali e industriali fino al 31/12/2010. “E’ sbagliatissimo – ha infatti dichiarato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federaicpa – parlare di incentivi all’auto come fossero ‘incentivi alla Fiat’. Il nostro settore ha bisogno di essere supportato perché rappresenta il 12% del Pil italiano e impiega circa 400.000 addetti che, quasi sempre, non sono coperti dagli ammortizzatori sociali. Aiutare l’auto significa quindi investire su migliaia di aziende presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, e contribuire a traghettare il sistema-Paese fuori dalla stagnazione”.

La Tata Nano truccata che costa come una Lamborghini

29 gennaio 2010

DC490 Tata Nano

MILANO – Con i suoi 225 km/h raddoppia la velocità del modello originale e costa quasi 100 volte in più. Dal prossimo maggio nelle concessionarie indiane sbarcherà DC490, la versione truccata della Tata Nano, l’auto più economica del mondo il prezzo base è di circa 1600 euro.

CARROZZERIA E MOTORE – Progettata da Dc Designs, a differenza del prototipo questa minisupercar non sarà per niente economica: costerà quanto una Lamborghini Gallardo e chi vorrà possederla dovrà sborsare circa 153mila euro. L’auto manterrà la stessa silhouette dell’originale e non supererà i tre metri di lunghezza, ma cambierà completamente a livello meccanico. Il piccolo motore bicilindrico a benzina di 624 cc da 33 cavalli sarà sostituito da un propulsore di 1600 cc che renderà molto più scattante e potente la minisupercar. Nella versione truccata della Tata Nano scompariranno i sedili posteriori e al loro posto sarà sistemato il potente propulsore. Le prestazioni dell’auto saranno garantite inoltre da un cambio automatico a sette marce e da una carrozzeria superleggera in fibra di carbonio.

Continua su Corriere della Sera.

Archiviato in: Automercato — Tag:, , , — chantal @ 16:02
Newer Posts »

Funziona con WordPress