5 gennaio 2009

E' ripartita la carovana della Parigi-Dakar
È partita lo scorso 3 gennaio e si concluderà quindici giorni dopo. Stiamo parlando della Parigi-Dakar, o per meglio dire la Dakar, visto che il governo francese ha ordinato di omettere il nome Parigi dalla competizione. Tutto normale, se non fosse che quest’anno la corsa non ha nulla né di Parigi né di Dakar. Si corre infatti in Argentina e Cile, una rischiosa scelta da parte degli organizzatori per evitare la pericolosità del vecchio percorso (per via delle tante guerre) e portare avanti una tradizione ultradecennale.
Ma gli organizzatori sono fiduciosi ed i numeri parlano chiaro: oltre 500 veicoli ai nastri di partenza, circa 10 mila chilometri da percorrere ed un pubblico che sembra già festante al passare della carovana. Per il bilancio finale bisognerà comunque attendere il 18 gennaio, dopo che il rally avrà attraversato la Cordigliera delle Ande e la Patagonia. E noi? Ci saremo.
17 dicembre 2008

Le case giapponesi si ritirano dalle corse automobilistiche
La crisi dei mercati sarà pure globale, ma quanto a sport motoristici ha deciso di trovare un epicentro ben preciso: il Giappone. Due bombe i rinunci dell’Honda alla Formula uno e della Suzuki al rally. La contrazione delle vendita alla base delle drastiche decisioni. Il risparmio è la regola aurea a cui si stanno appellando i soci delle due grosse case automobilistiche nipponiche.
C’è da attendersi un contraccolpo per le altre scuderie al momento rimaste in gara? Dipende dalla sensibilità rivolta alla tematica del risparmio dai soci delle case. Centinaia di milioni di euro resteranno in Giappone e andranno, almeno nelle intenzioni dichiarate dagli amministratori delegati, a fare cassa. Si dirà: per tutelare i posti di lavoro? Non è all’apparenza indirizzato a questo fine il taglio netto alle corse. Basti pensare che l’Honda impiegava in Formula uno ben settecento professionisti. Andranno tutti a casa. Compresi i più famosi tra i dipendenti: Barrichello e Button.
Per ora le big (in particolare Ferrari e McLaren) in Formula uno non danno segni di cedimento. E c’è da scommettere che se il fenomeno di emoluzione ci sarà, sarà opera delle scuderie meno quotate. Non che il circo dei Gp possa andare avanti solo con Ferrari e McLaren… Le migliaia di appassionati di Formula uno e di rally seguono con apprensione l’evoluzione degli eventi. Forse a giusta ragione.
Mentre il motomondiale per ora non accusa il colpo. Dove vincono i giapponesi fanno finta di non vedere la crisi.