Pink Stop

Tag: incidenti

Il limitatore di velocità? Macché, meglio le multe

13 novembre 2008

Limitatore di velocità. Un fantasma per gli amanti dei motori che ora rischia di acquisire molta concretezza. Finora se ne era discusso. Certo. Specie in concomitanza con incidenti mortali diretta conseguenza delle alte velocità mantenute incoscientemente, magari innaffiate di alcool. Ma nessuno aveva mai osato procedere al lancio sul mercato di qualcosa del genere. Ci ha pensato la Vdo, azienda di elettronica del Gruppo Continental. A dire il vero già da un po’ di tempo. Anche perché ricordiamo che i cosiddetti “blocchi”, nome volgare dei “limitatori di velocità”, sono già in funzione sui camion da un pezzo. Sulle auto il solo pensiero, magari sussurrato, ha sempre fatto venire l’orticaria. Probabilmente non solo perché il mercato dell’automobile è già così asfittico (in Italia come in Usa) che si teme di assestargli il colpo di grazia.
E’ un po’ la stessa linea di pensiero che ha portato il Governo a posticipare (attirandosi le critiche europee) le misure anti inquinamento in nome della crescita del comparto industriale. Anche per le auto funziona così: è vero che, stando all’incapacità di autocontrollo umano, occorrerebbe farsi dare una mano dalla tecnologia, ma è altrettanto vero che qualora si mettesse mano ai pedali dell’accelerato le industrie italiane di settore rischierebbero di finire ko. Basti pensare alle emiliane Ferrari, Lamborghini e Maserati. Solo per rimanere in casa nostra.
Il dibattito quindi rischia di impazzare. Per ora la Vdo ha messo a disposizione un software che regola in pratica il pedale e il consumo di carburante del motore per impedirne l’eccessivo utilizzo (del pedale e del carburante, of course). Un software che è controllabile dal guidatore. Quindi l’autolimitazione è facoltativa e montare un impianto del genere costa intorno ai 500 euro.
Ma cosa accadrebbe sell’Unione Europea e il Governo italiano decidessero di imporre per via tecnologica il limite massimo di velocità?
Probabilmente non scoppierebbe una rivoluzione. Ma state ben certi che prima che accada ne passerà acqua sotto i ponti. E non solo per motivi industriali o per il fascino che ancora sanno esprimere case automobilistiche a cinque stelle. Soprattutto per il gettito che alle casse pubbliche deriva dalle contravvenzioni. Insomma, il limitatore sottrarrebbe milioni e milioni di euro degli irregolari. Un lusso che l’Italia non si puà permettere. Scommettiamo?

Specs3: in Inghilterra il Grande Fratello 2009 al posto del Tutor

10 ottobre 2008

Per gli italiani la parola “tutor” ha per anni evocato l’amichevole professorino Cepu: quello che avrebbe dovuto preparare agli esami universitari di volta in volta Bobo Vieri, Alex Del Piero, Valentino Rossi. Poi, varcando la soglia delle autostrade italiane, il termine “tutor” ha assunto una fisionomia diversa. Quella dello spauracchio. Il terrore di chi ha il piede pesante o anche solo l’alluce valgo.

Il Grande Fratello travestito da vigile urbano o il vigile urbano travestito da Grande Fratello. Dipende dai punti di vista. Il “tutor”, Grande Fratello 2009, in Inghilterra garantitrà il controllo assoluto su ogni centimetro di strada (non solo autostrada). I sudditi di Elisabetta, in definitiva, con questo super sistema di controllo satellitare delle velocità dei loro veicolo, rischiano di non poter più sgarrare. Neanche sul poco o per niente rispettato limite dei 50 Km/h urbano. Se sbagli ti incastra il tuo bel filmatino.

Lo chiamano Specs3 ma, se dovesse essere importato in Italia, rischia di essere immediatamente ribattezzato SpAcs. Nel senso di to break (the balls), per gli anglofoni. Immaginate 50 telecamere capaci di riprendere, centimetro per centimetro, quindici chilometri quadri. Immaginate una montagna di multe.

In Gran Bretagna gli automobilisti sono già sul piede di guerra: costringere tutti a marciare a velocità analogamente ridotte annoierebbe a tal punto da indurre i conducenti in fallo. Tradotto, bassa velocità potrebbe far rima con impennata degli incidenti. Concetto un po’ forzato, of course. Ma meglio arrampicarsi sugli specchi che sugli specchietti del collega automobilista che ti precede a velocità di lumaca.

Powered by WordPress