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Tag: Formula Uno

Svelata al Mugello la nuova Ferrari

13 gennaio 2009

La F60 che parteciperà al prossimo campionato del mondo

La F60 che parteciperà al prossimo campionato del mondo

Si chiama F60. È il nome della nuova monoposto Ferrari che parteciperà al prossimo campionato del mondo di Formula Uno. F60 perché sono proprio 60 le partecipazioni della Rossa di Maranello in Formula Uno. È stata così svelata la nuova vettura che dovrà permettere a Raikkonen o Massa di conquistare il titolo mondiale. I primi giri di pista sono stati compiuto al Mugello. Adesso è tutto pronto per la nuova avventura. Un’avventura appunto “nuova”, perché le novità apportate al regolamento hanno comportato la progettazione di una vettura ex novo, con l’introduzione del Kers (sistema di recupero dell’energia cinetica) e la rivisitazione dell’aerodinamica e delle gomme slick. Il tutto per favorire i sorpassi e dare qualcosa in più allo spettacolo. Il Kers è una delle due modifiche apportate al motore. La seconda è l’affidabilità, perché quest’anno si avranno a disposizione otto motori per tutta la stagione, per cui la vita di ogni motore sarà pressoché raddoppiata. Novità, come detto, che hanno coinvolto anche l’aerodinamica, che riguardano soprattutto il flusso d’aria intorno alla macchina e l’ala anteriore (ma anche quella posteriore, che è più stretta, mentre quella anteriore è più larga). Inoltre sono state apportate sostanziali modifiche anche alla carrozzeria. Per i piloti sarà come guiderà una vettura nuova. Per Raikkonen e Massa sarà molto importante il periodo dei collaudi e delle prove. Perché con la Ferrari non conta partecipare, bisogna soltanto vincere. Nei prossimi giorni sarà la volta della altre scuderie, a partire dalla Toyota, che verrà data alla luce il 15 gennaio. Il giorno dopo sarà la volta della Mclaren.

Honda e Suzuki, le corse perdono il Giappone

17 dicembre 2008

Le case giapponesi si ritirano dalle corse automobilistiche

Le case giapponesi si ritirano dalle corse automobilistiche

La crisi dei mercati sarà pure globale, ma quanto a sport motoristici ha deciso di trovare un epicentro ben preciso: il Giappone. Due bombe i rinunci dell’Honda alla Formula uno e della Suzuki al rally. La contrazione delle vendita alla base delle drastiche decisioni. Il risparmio è la regola aurea a cui si stanno appellando i soci delle due grosse case automobilistiche nipponiche.
C’è da attendersi un contraccolpo per le altre scuderie al momento rimaste in gara? Dipende dalla sensibilità rivolta alla tematica del risparmio dai soci delle case. Centinaia di milioni di euro resteranno in Giappone e andranno, almeno nelle intenzioni dichiarate dagli amministratori delegati, a fare cassa. Si dirà: per tutelare i posti di lavoro? Non è all’apparenza indirizzato a questo fine il taglio netto alle corse. Basti pensare che l’Honda impiegava in Formula uno ben settecento professionisti. Andranno tutti a casa. Compresi i più famosi tra i dipendenti: Barrichello e Button.
Per ora le big (in particolare Ferrari e McLaren) in Formula uno non danno segni di cedimento. E c’è da scommettere che se il fenomeno di emoluzione ci sarà, sarà opera delle scuderie meno quotate. Non che il circo dei Gp possa andare avanti solo con Ferrari e McLaren… Le migliaia di appassionati di Formula uno e di rally seguono con apprensione l’evoluzione degli eventi. Forse a giusta ragione.
Mentre il motomondiale per ora non accusa il colpo. Dove vincono i giapponesi fanno finta di non vedere la crisi.

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Aria di divorzio a casa Ecclestone

18 novembre 2008

Della serie: quando i centimetri (e l’età) fanno la differenza. La bellona croata Slavica Ecclestone, da ben 24 anni consorte del boss della Formula Uno, avrebbe fatto le valigie abbandonando il tetto coniugale (parliamo di una casetta da 10 milioni di sterline) di Chelsea: parola dei quotidiani britannici “The Independent” e “Daily Mail”.

Bernie Ecclestone e la (ex?) moglie si conobbero nel 1982, al Gran Premio d’Italia, e nel giro di un paio d’anni convolarono a nozze. Niente poterono le origini differenti (Slavica testimonial di Armani, Bernie figlio di un marinaio), la differenza d’età (28 anni) e di altezza (lei lo supera di ben 24 centimetri): l’amore è cieco, e la famiglia Ecclestone visse felice e contenta tra jet privato, yacht chilometrico e albergo di proprietà.

Entrambi i coniugi hanno sempre tenuto un basso profilo, senza ostentazioni di sorta, ma in caso di separazione definitiva si assisterebbe a uno dei divorzi più costosi di sempre: il capitale di Ecclestone ammonterebbe a 2,4 miliardi di sterline (pari a 2,8 miliardi di euro), buona parte dei quali controllati dalla moglie.

Non so se vuole il divorzio o no – ha dichiarato il 78 enne Ecclestone – . L’unica cosa che so è che mia moglie non poteva più sopportare il frastuono delle ristrutturazioni di fronte a casa nostra e così si è trasferita in un appartamento del fidanzato di Petra (una delle due figlie). Quanto a me, ho fatto venire degli esperti per registrare il livello del rumore, così posso chiedere al comune di fare qualcosa“.

A questo punto sorge spontanea una riflessione: visto quanto rombano i motori delle auto da corsa, la moglie del re della Formula Uno non dovrebbe aver fatto l’orecchio ai decibel in sovrappiù? Ah, Bernie, Bernie… tappo, abbandonato e pessimo bugiardo.

Contro Hamilton, la Ferrari si fidanzi con Alonso

7 novembre 2008

Ora che il circo della Formula Uno ha tolto le tende per dare appuntamento al prossimo anno, in casa Ferrari cominciano a pensare all’immediato futuro guardando più alla meccanica e alle regole che al pilota. Eppure, contrastare con un driver di grande qualità l’esuberanza e la grinta di Lewis Hamilton dovrebbe essere una priorità assoluta.

Perché se è vero che la magia che si respira in casa McLaren dopo la vittoria del mondiale piloti è figlia dell’entusiasmo del momento e non è detto che abbia vita lunga, è altrettanto vero che le capacità messe sull’asfalto dal pilota britannico non possono non far suonare il campanello d’allarme a Maranello.

Hamilton, che quest’anno sembra aver messo su giudizio e aver raggiunto la maturità dei big, ha una marcia che Massa e Raikkonen non avranno mai. Perché è insita nell’indole di ogni pilota. Parliamo di quel mix di grinta, fame, cattiveria e spregiudicatezza che, abbianate alla tecnica che in casa Ferrari pure possiedono, rendono Hamilton inarrivabile al momento.

Del resto, il fatto che la Ferrari abbia vinto il mondiale costruttori e non quello piloti deve pur significare che, se c’è qualcosa da cambiare, va mutato al volante, non altrove.

Per questo tra i tifosi della Rossa c’è apprensione. Hamilton giura fedeltà eterna alla McLaren. Ma c’è da giurare che l’ex “ragazzino”, qualora non salisse a bordo di una vettura capace di farlo stare davanti come quella di quest’anno, smetterebbe d’incanto di pensare a matrimoni troppo duraturi. In ogni caso la Ferrari almeno un piccolo fidanzamento con qualcuno di più attraente, qualcuno capace di far innamorare i milioni di tifosi del Cavallino, dovrebbe provare ad abbozzarlo.

Ammiccare a Fernando Alonso? Ora più che mai. Un’appassionante storia d’amore tutta latina, sull’asse Italia-Spagna da contrapporre al solido, ma freddo rapporto anglosassone.

La 24 ore di LeMons, la corsa dei catorci

3 novembre 2008

Finalmente ho scoperto dove può appagare la sete di corsa e competizione anche chi guida un catorcio. In Carolina, negli Stati Uniti. Da qualche tempo qui si corre la 24 ore di Le Mons che fa il verso alla 24 di Le Mans, storica gara del Circuit de la Sarthe. Le Mons, o meglio LeMons, nel senso di limoni: così vengono ribattezzate in America le auto che sono spremute e pronte per la demolizione. E in effetti è il destino di quasi tutti i “bolidi” (si fa per dire) dopo la bandiera a scacchi di LeMons.

In pratica la corsa annovera vetture che non vantano un valore commerciale che superi i 500 euro. Quindi largo ad abitacoli sgangherati, niente fanali, parabrezza e altri ornamenti. Vince non chi è più veloce, ma chi riesce a portare il rottame… ops, il veicolo al traguardo. Impresa ardua, considerata la qualità dei concorrenti in lizza. LeMons sta talmente spopolando negli Stati Uniti che qualcuno pensa già di importarla in Italia. Con i tempi che corrono e con le recentissime polemiche della Formula Uno che hanno spinto la Ferrari a minacciare il ritiro in caso di “riforma”, potrebbe rivelarsi un’ottima idea!

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