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Category: Donne e Motori

Chevrolet Aveo: la tua compagna di viaggio ideale per stile e prestazioni

7 novembre 2011

Chevrolet Aveo

Giovane, sportiva, dinamica: una come me, insomma. Cercavo un’auto che potesse stare al mio passo, con una bella carrozzeria, spaziosa e agile da guidare. E l’occhio è caduto sulla nuova Aveo, berlina a quattro e cinque porte lanciata la scorsa estate da Chevrolet, il maggiore marchio globale di General Motors.

Chevrolet Aveo è stata sottoposta a qualcosa di più profondo di un accurato restyle: il modello ha subito un decisivo upgrade per una guida più sportiva, una migliore estetica, bassi consumi ed emissioni. Grazie alla nuova serie di motori, a benzina e diesel, la nuova Aveo ha un impatto ambientale davvero ridotto rispetto alla versione precedente.

Per queste sue caratteristiche, la nuova Aveo è candidata all’edizione 2012 del premio AUTOBEST, un’iniziativa che dà valore alle realtà più interessanti del settore automobilistico mitteleuropeo. Nel 2011 già Chevrolet Volt si è aggiudicata il premio nella categoria ECOBEST, proprio per le basse emissioni.

Chevrolet Aveo per l'uomoChevrolet Aveo è un’auto per gli spiriti giovani: adatta sia per la città che per le scampagnate, è un’affidabile compagna di viaggio. Un’anima così fresca e sportiva non poteva che esprimersi anche nell’estetica. Il telaio è stato completamente rimodellato: il sistema integrato di carrozzeria e scocca consente una tenuta di strada impeccabile e alti livelli di sicurezza. Oltre ai sei airbag di serie, Aveo è inoltre fornita di un sistema ABS a quattro canali, un sistema elettronico di stabilità ESP e del Cruise control.

La versione a quattro porte ha un design raffinato e maturo, da categoria superiore. Ideale per le giovani famiglie, si distingue anche per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Un particolare civettuolo: le luci posteriori avvolte da una lente sdoppiata, che conferisce slancio e aerodinamicità alla vettura. Dimensioni: 4399 mm x 1735 mm.

Chevrolet Aveo per la famiglia

La linea versione a cinque porte è la massima espressione del design Chevrolet: aggressivo e sinuoso, il telaio grida tutta la sua voglia di fare strada. Alcuni dettagli in stile coupé: le maniglie delle portiere posteriori sono integrate nel montante superiore, i gruppi ottici sono montati all’interno di proiettori sdoppiati, con cornici nere lucide e anelli cromati, mentre lo sbalzo ridotto dei passaruote ne rinforza l’aspetto ben piantato e sicuro. Di grande effetto e praticità anche gli abitacoli, d’ispirazione motociclistica. Dimensioni: 4039 mm x 1735 mm.

Per un’esperienza di guida più dinamica, comoda, divertente e sicura.

Articolo sponsorizzato

Nuova Audi TT Roadster

11 agosto 2011

Audi TT Roadster: una splendida sportiva nelle mani di una donna

Io ho deciso. Voglio un’auto sportiva. Voglio un’auto che mi stia bene addosso come un vestito da sera, voglio mettermi un paio di scarpe col tacco e fare come le dive che quando aprono la portiera e sfoderano il polpaccio con la decolleté che esce dallo spacco del vestito…lasciano tutti senza fiato!
Ho sempre avuto una passione personale per la casa Audi, da quando un amico di mio padre parcheggiò nel mio garage una A3 nera nuova di zecca con le chiavi dentro…Poi mi capitò di avere un invito a cena con un ragazzo e di trovarmelo davanti casa con una Tigra Twin Top, una decapottabile che la Opel ha prodotto dal 2003 al 2009. Questo mi ha dato modo di provare la figata che sono le auto cabrio!
Mettendo insieme queste due mie passioni dunque ecco che il connubio perfetto è l’Audi TT.
Faccio una premessa…
Per quanto noi donne non vogliamo essere seconde a nessuno, tanto meno ad un uomo, io ho raggiunto la certezza che le differenze siano meravigliose e positive al massimo, poiché ci rendono unici e questo vale in assoluto nel caso dei due sessi.
Detto questo, è normale, lecito e direi anche molto bello che, di fronte ad un argomento, ci si ponga ognuno a suo modo, con la propria visuale; quello che si dovrebbe evitare di fare è non parlarne perché “tanto tu cosa ne vuoi sapere”.
Invece parliamone! Proprio perché io le cose non le vedo come le vede un uomo e viceversa, per questo può esserci solo da imparare.
Infatti la fissa per l’ Audi TT me l’ha “attaccata” un amico appassionato che ne parla in modo talmente entusiasta che non ho potuto fare a meno di lasciarmi contagiare o, meglio, direi far emergere questa passione che tenevo vergognosamente repressa già da prima di prendere la patente!
Basta guardarla: è un’auto stupenda perché è sensuale, rotonda e aggressiva come una bella donna del sud, e più ci si avvicina, più risaltano particolari di design e dettagli così curati che fanno proprio pensare alla caratteristica tutta femminile del prendersi cura del proprio corpo con ogni sapiente accorgimento.
D’altra parte si sa, che sono i dettagli il più delle volte a fare la differenza, quegli accorgimenti “così carini” che a noi donne fanno impazzire, come la forma allungata dei fari anteriori che le danno un aspetto “da cattiva” e – una cosa che mi ha sempre fatto godere – le luci di marcia diurna con tecnologia LED; oppure lo spoiler posteriore (che sarebbe una specie di alettone per intenderci) che si allunga automaticamente oltre i 120 km per dare più stabilità. Ma che figata è?!! Ma come ci si può sentire ad avere sotto il proprio preziosissimo sedere un accessorio del genere?
Io ho quasi paura a provare l’emozione, perché poi so che diventerà una droga e non ne potrò più fare a meno!
E poi gli interni in pelle (trattati in modo che, anche se l’auto sta al sole, non superino mai la temperatura di 20°), i sedili sagomati, i terminali di scarico ben in vista…
Immagina: apri l’auto (già chiamarla auto mi sembra una bestemmia, un po’ come dire “ti amo” ad una persona per la quale provi emozioni spropositate!”), ti siedi e sei non comoda, di più, come sul divano di casa; infili la chiave, la giri e lei da brava ti saluta con un suono quando schiacci sull’acceleratore che ti fa chiudere gli occhi e mordere le labbra e poi….tac! Sei ferma al semaforo e apri la capote automatica, sempre godendo come una pazza, sotto lo sguardo di tutti, beh….io dico che tra questo e un orgasmo ci passa poca differenza!
Ecco l’unica pecca che però purtroppo non mi va proprio giù è la capote in tela ma si sa, la perfezione non esiste ed i pregi sono talmente tanti ed esagerati che ci si può anche passare sopra.
Dopo aver goduto tanto ad usare questo gioiello inoltre, arriva poi anche il conto da pagare, lo so che ci avete pensato subito! A questo posso rispondere che io un lusso così lo userei per tragitti brevi, che per andare in ferie – che so – in Croazia mi farei prestare la Panda a metano da mia madre, che comunque sono auto che consumano tanto se si vuole emulare Schumacker in pista, altrimenti siamo sui 9 km/lt che è sempre meglio di quanto io mi aspettassi, che, ripeto e sottolineo, io una roba così la userei per – passatemi l’espressione – far rizzare un po’ di antenne, non so se mi spiego, perché “io valgo” e voglio che si veda bene!!!
Perché noi donne dobbiamo sentirci in dovere di privarci di certi piaceri perché “è roba da uomini” o perché “tanto tu dove devi mai andare” o “una macchina così in mano tua è sprecata” rispetto a uomini che le guidano perché cercano espressioni della loro virilità sempre, comunque, ovunque. No no: è semplicemente qualcosa che mi si addice, che sta bene con le mie tacco 12 e che per questo devo assolutamente avere! E poi forse, caro il mio ragazzo, può darsi che te la presti, un giorno di questi, se fai il bravo…!

Filed under: Donne e Motori — Tag:, , , , , , , , , — Laura Zambelli @ 08:11

Fresh Up: la collezione primavera/estate 2009 di Mini

11 maggio 2009

Il brand automobilistico inglese Mini si è sbizzarrito con la collezione primavera-estate 2009. Questa volta però non parlo di modelli di automobili, ma di abbigliamento ed accessori: dalle t-shirt con il logo Mini agli occhiali vintage, delle bags unisex agli abiti sportivi per ogni occasione fino alle scarpe realizzate in cooperazione con gli specialisti giapponesi della Onitsuka Tiger. La collezione Fresh Up di Mini per l’estate 2009 è ricca di suggestioni e ritorni al passato ma anche di tessuti ultramoderni ed interessanti novità. Guardiamo alcuni pezzi della collezione, allora:

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La Ladies’ Hooded Tee, colre acceso e stampa in argento

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La Ladies’ Tee MINI United 2009 prodotta per il 50esimo anniversario della Mini con Logo Mini United e la data dell’evento Silverstone, 22.-24.05.2009 dove  festeggerà il terzo Mini United Festival

collezione-mini-2009-vestitoIl vestito sportivo Ladies’ Sporty Dress. Perfetto per ogni occasione, è corredato anche da una bandana grigia unisex.

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Men’s Story Tee. T-shirt da uomo, con scollo tondo e con la stampa “Drive of Fame” in nero/argento.

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Gli occhiali da sole 50-Year Anniversary. Sono fatti al 100% da acetato. La loro particolarità e la Union Jack che si ripete all’interno di tutta la montatura.

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La Pop Style Ammo, la borsa con il design in stile Pop. Coloratissima e perfetta per l’estate.

collezione-mini-2009-scarpeThe Other Tiger, Silver/White. Sono scarpe unisex con il sopra in pelle in argento con contrasto di strisce bianche.

Tutta la collezione di Mini Spring/Summer 2009 è sul sito mini-shop.com

Motorshow, meglio la "gnocca" o i motori?

19 novembre 2008

Conto alla rovescia ormai attivo per la 33esima edizione del MotorShow. L’evento di BolognaFiere si protrarrà dal 5 al 14 dicembre 2008. Quest’anno, come fa notare anche Omniauto.it, MotorShow propone un tema provocatorio: “Donne o motori? Motori”. Una domanda a cui gli organizzato della Gl Events danno una risposta immediata e senza tentennamenti. Vogliamo discuterne?
Innanzitutto dubitiamo che, a dispetto del quesito machista, il binomio MotorShow-donna (o gnocca, come direbbe un celebre bolognese) non venga riproposto. Il salone motoristico non ha mai fatto mancare accanto alle fiammanti carene o alle ruggenti carrozzerie (potrà mai ruggire una carrozzeria? Boh) minigonne e pushup.
Ma poi che senso ha chiedere se sono meglio i motori o le donne? Forse le due categorie non possono andare di pari passo, come tradizione vuole? E’ un po’ come chiedere al bambino: vuoi più bene al papà o alla mamma? Un’amletica cazzata. Se l’obiettivo era quello di far discutere, e presumiamo che fosse davvero quello, ci hanno visto lungo.
Se vi vien voglia di andare al MotorShow, le prevendite online sono già attive. I prezzi più o meno rimangono fermi (24 euro il ticket intero).

Aria di divorzio a casa Ecclestone

18 novembre 2008

Della serie: quando i centimetri (e l’età) fanno la differenza. La bellona croata Slavica Ecclestone, da ben 24 anni consorte del boss della Formula Uno, avrebbe fatto le valigie abbandonando il tetto coniugale (parliamo di una casetta da 10 milioni di sterline) di Chelsea: parola dei quotidiani britannici “The Independent” e “Daily Mail”.

Bernie Ecclestone e la (ex?) moglie si conobbero nel 1982, al Gran Premio d’Italia, e nel giro di un paio d’anni convolarono a nozze. Niente poterono le origini differenti (Slavica testimonial di Armani, Bernie figlio di un marinaio), la differenza d’età (28 anni) e di altezza (lei lo supera di ben 24 centimetri): l’amore è cieco, e la famiglia Ecclestone visse felice e contenta tra jet privato, yacht chilometrico e albergo di proprietà.

Entrambi i coniugi hanno sempre tenuto un basso profilo, senza ostentazioni di sorta, ma in caso di separazione definitiva si assisterebbe a uno dei divorzi più costosi di sempre: il capitale di Ecclestone ammonterebbe a 2,4 miliardi di sterline (pari a 2,8 miliardi di euro), buona parte dei quali controllati dalla moglie.

Non so se vuole il divorzio o no – ha dichiarato il 78 enne Ecclestone – . L’unica cosa che so è che mia moglie non poteva più sopportare il frastuono delle ristrutturazioni di fronte a casa nostra e così si è trasferita in un appartamento del fidanzato di Petra (una delle due figlie). Quanto a me, ho fatto venire degli esperti per registrare il livello del rumore, così posso chiedere al comune di fare qualcosa“.

A questo punto sorge spontanea una riflessione: visto quanto rombano i motori delle auto da corsa, la moglie del re della Formula Uno non dovrebbe aver fatto l’orecchio ai decibel in sovrappiù? Ah, Bernie, Bernie… tappo, abbandonato e pessimo bugiardo.

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