28 gennaio 2009

Leggo su Repubblica di oggi che il mercato Fiat in Germania è ricco di attrattive per i compratori italiani ormai sull’orlo della bancarotta personale e famigliare. I prezzi di listino Fiat in Germania, anche grazie ai nuovi incentivi statali, sono vantaggiosi e lasciano di stucco: per una Panda si spendono 4.990 euro, per una Grande Punto 6.450 e per una Bravo 9.990. Tutte rigorosamente nuove e con garanzia di tre anni. E pensare che in Italia per avere le stesse auto, prendendo in considerazione l’eventualità migliore (promozione Fiat, Km0, sconti della concessionaria), si devono spendere: per la Panda 8mila euro, per la Grande Punto 10mila e per la Bravo 14mila.
Mio padre ha appena acquistato una Panda usata, del 2004, tenuta bene ma a benzina, a 6mila euro (compreso il passaggio di proprietà). E’ evidente, quindi, quanto questi dati siano sottostimati e quanto possa essere conveniente acquistare una Fiat in Germania, portarla in Italia ed immatricolarla qui. Soprattutto per un operatore del settore che ne può acquistare in grandi quantità ed ottenere anche uno sconto rottamazione. Non è necessario essere residente in Germania per ottenere gli incentivi tedeschi, è sufficiente dimostrare che l’auto sia stata effettivamente rottamata e che si sia posseduta da più di un anno. Nulla di più semplice, allora.
Se venissero confermate le voci che quantificano in mille euro a macchina gli incentivi previsti dal Governo per Fiat, allora per le concessionarie italiane si prospetta un periodo difficile. Non resta che attendere oggi pomeriggio, quando il Governo si riunirà per decidere in merito, prima di poter fare delle vere previsioni.
21 gennaio 2009

In controtendenza rispetto a molte altre case automobilistiche, che versano in un profondo stato di crisi, la Subaru ha chiuso il 2008 con 5.551 immatricolazioni, in Italia, pari ad un + 42,54% rispetto all’anno precedente. Un dato importante se si pensa che le immatricolazioni nel nostro paese hanno subito un calo complessivo del 13,36%. E questo non è tutto. L’obiettivo per il 2009 sono 6.300 auto immatricolate.
Una vera marcia trionfale per il marchio giapponese che ha saputo fare le mosse giuste in un momento difficile come questo per il mercato automobilistico. Prima il lancio del nuovo propulsore Boxer Diesel (unico boxer a gasolio al mondo, è in grado di accelerare e tirare le marce con progressione continua), poi l’ingresso sul mercato della nuova Forester, hanno permesso alla filiale italiana di far diventare il nostro paese il terzo di riferimento in Europa per Subaru. “Il fattore vincente – spiegano da Subaru Italia – sta nella gamma, con tutti i modelli disponibili con l’alimentazione bi-fuel (benzina/GPL), e ora gasolio”.
Nel 2009, poi, entrerà in listino la nova Impreza diesel (nella foto), lanciata lo scorso settembre, che porterà un’ulteriore ventata di freschezza sul mercato nostrano. L’Impreza diesel, con cambio manuale a 6 rapporti e sospensioni modificate, che tanto lustro ha dato alla Casa delle Pleiadi nei rally, è l’emblema del lato sportivo che caratterizza il marchio. Agile e compatta promette di essere un altro successo per Subaru, anche se dalla casa automobilistica non azzardano ipotesi in merito.
14 gennaio 2009

- Per il tribunale cinese la Peri non somiglia alla Panda
Era il mese di Luglio quando il Tribunale di Torino sentenziava che i cinesi della Great Wall Motors avevano copiato la Panda per realizzare la loro Peri. Esportazione in Europa vietata e multa di 15 mila euro per l’unico modello giunto nel vecchio continente, con l’aggiunta di altri 50 mila euro di ammenda per ogni altra vettura esportata. Per la Fiat sembrava una vittoria, almeno in Europa, ma la casa torinese aveva fatto causa a quella cinese anche per il mercato asiatico.
La sentenza è appena arrivata e di certo non ha fatto felice la Fiat. Un giudice dell’alta corte della provincia cinese di Hebei ha respinto il ricorso. La Peri non potrà dunque giungere in Europa, ma sarà libera di circolare in Asia. Libertà di copiare per i cinesi? Questa è una notizia che preoccupa e non poco, non solo le case automobilistiche. Certo, se clonassero Monica Bellucci non sarebbe una cattiva idea.
13 gennaio 2009

La F60 che parteciperà al prossimo campionato del mondo
Si chiama F60. È il nome della nuova monoposto Ferrari che parteciperà al prossimo campionato del mondo di Formula Uno. F60 perché sono proprio 60 le partecipazioni della Rossa di Maranello in Formula Uno. È stata così svelata la nuova vettura che dovrà permettere a Raikkonen o Massa di conquistare il titolo mondiale. I primi giri di pista sono stati compiuto al Mugello. Adesso è tutto pronto per la nuova avventura. Un’avventura appunto “nuova”, perché le novità apportate al regolamento hanno comportato la progettazione di una vettura ex novo, con l’introduzione del Kers (sistema di recupero dell’energia cinetica) e la rivisitazione dell’aerodinamica e delle gomme slick. Il tutto per favorire i sorpassi e dare qualcosa in più allo spettacolo. Il Kers è una delle due modifiche apportate al motore. La seconda è l’affidabilità, perché quest’anno si avranno a disposizione otto motori per tutta la stagione, per cui la vita di ogni motore sarà pressoché raddoppiata. Novità, come detto, che hanno coinvolto anche l’aerodinamica, che riguardano soprattutto il flusso d’aria intorno alla macchina e l’ala anteriore (ma anche quella posteriore, che è più stretta, mentre quella anteriore è più larga). Inoltre sono state apportate sostanziali modifiche anche alla carrozzeria. Per i piloti sarà come guiderà una vettura nuova. Per Raikkonen e Massa sarà molto importante il periodo dei collaudi e delle prove. Perché con la Ferrari non conta partecipare, bisogna soltanto vincere. Nei prossimi giorni sarà la volta della altre scuderie, a partire dalla Toyota, che verrà data alla luce il 15 gennaio. Il giorno dopo sarà la volta della Mclaren.
12 gennaio 2009

Ancora una tragedia nella Dakar
La solita Dakar. Cambia continente ma purtroppo proseguono le tragedie. A perdere la vita è stato il motociclista Pascal Terry di 49 anni, morto lungo il percorso della quarta tappa. Terry era in gara con la Yamaha 450 WFR. Secondo quanto si è appreso dagli organizzatori, non si avevano tracce del motociclista francese dalla seconda tappa. Il suo corpo è stato trovato in una zona poco accessibile, senza casco.
Le autorità locali ipotizzano che Terry si sia perso lungo il percorso e, per saperne di più sulle cause che hanno portato al suo decesso, hanno immediatamente disposto l’autopsia sul corpo. I risultati non si sono fatti attendere. Il referto parla di edema polmonare, che avrebbe causato l’arresto cardiaco.
Ma non è tutto chiaro e le parole di Julio Acosta, capo del dipartimento di polizia di La Pampa, fanno riflettere: “Se soccorso in tempo e se la polizia fosse venuta a conoscenza dell’accaduto immediatamente, Terry poteva essere salvato“. Ennesima tragedia di una corsa che non si sa più perché esista.