Barack Obamaha conquistato la fiducia degli americani anche grazie a un programma di governo che avrebbe tra le priorità la questione ambientale. In questo caso il condizionale è d’obbligo e ora capirete perché. Ma prima di svelare l’arcano riassumiamo in due parole quel che è stato. Siamo in campagna elettorale: Obama promette ai suoi estasiati (e chi non lo sarebbe di fronte a cotanti propositi?) elettori che investirà ben 15 miliardi di dollari l’anno in tecnologie verdi. Assicura che ridurrà dell’80% le emissioni di anidride carbonica e che le strade a stelle e strisce pulluleranno di automobili ibride. Di fronte a queste belle parole sarebbe venuta voglia di votare Obama persino a George W. Bush.
Fin qui tutto bene. Benissimo. Ma veniamo alla nota dolente. Ora che è stato eletto e sta parecchio antipatico a molta gente, Barack Obama è costretto a viaggiare su un’auto blindata. Stando alle poche foto rubate dai paparazzi, la Barackmobile è uno sgraziato incrocio tra una berlina di lusso e un carroarmato. Un veicolo corazzato in acciaio inossidabile, finestrini spessi 13 centimetri, tetto rialzato a prova di assalto. Che c’è di male? direte voi. C’è che non è finita qui: la nuova limousine del presidente Usa è una vera e propria “bomba ecologica”. Così la definisce il quotidiano inglese Times, che descrive la First Car prodotta dalla General Motors come “un mostro divora-benzina che fa 15 chilometri con 3,8 litri”.
Eppure Barack continua a fare appelli da ambientalista sfegatato e il suo team assicura che sarà l’artefice della tanto attesa rivoluzione ecologista. Obama ripristinerà lo status di “zone protette” di alcuni paradisi naturali che Bush aveva abolito, fanno sapere dallo staff presidenziale. L’America sarà presto un modello di ambientalismo, profetizza ancora l’entourage di Barack.
Speriamo. Certo, però, che dall’uomo più potente del mondo ci aspettavamo che desse il buon esempio. Non diciamo che dovesse usare il car sharing per spostarsi, però almeno una bella Barackmobile a idrogeno poteva permettersela…
Simpatica la campagna pubbilicitaria realizzata per il MotorShow 2008
Al passo con i tempi, MotorShow, dopo aver ristrutturato il proprio sito internet, è sbarcato su Facebook, il più grande social network al mondo. In linea diretta con coloro che curano la comunicazione dell’evento che aprirà i battenti a Bologna il 5 dicembre il popolo della rete. Il popolino finora, verrebbe da dire. Non in senso spregiativo nei confronti degli appassionati del’importante salone del motore emiliano. Nel senso che alla chiamata hanno risposto in pochi. Sono più gli amici di quelli che hanno messo in piedi una pagina non ufficiale (magari con il fine di trovare un passaggio per Bologna) che quelli che si sono iscritti all’official page. Ieri erano un centinaio (e pensare che anche Repubblica ha pubblicizzato l’innovativo sbarco su Facebook del Motorshow!).
Lo scarso appeal sarà forse dovuto all’inutilità dell’iniziativa che tende, a nostro avviso, a fare copia/incolla di quanto già riscontrabile sul sito ufficiale dell’organizzazione?
In fondo, se il valore aggiunto è solo rappresentato dalle domande e dalle risposte che si danno da soli gli utenti di Facebook, non era meglio dedicarsi ad altro?
E’ il sogno di ogni automobilista: non spendere più un euro di carburante. Qualcuno l’ha presa tanto sul serio questa mission che non si è limitato a fare la spola dalla periferia al centro storico per accompagnare i bambini a scuola. Senza benzina ci ha fatto il giro del mondo. E’ accaduto a un insegnante ungherese che ha coperto 50.000 chilometri senza un goccio di derivato del petrolio. Come? Con l’energia solare. Un bello schiaffo a quanti continuano a sostenere che il potenziale della solare non è compatibile con la crescente domanda di energia. Louis Palmer, questo è il nome del novello Willy Fog, non ha scelto di girare il mondo in mongolfiera, ma con un mezzo che lui stesso definisce a metà tra una moto e un’auto. Un veicolo a tre ruote, per l’esattezza. Ma lungi dall’essere definito un tricilo. Partito nell’estate 2007, ha percorso le strade di quaranta nazioni in 18 mesi ricaricando con 6 metri quadri di pannelli fotovoltaici piantati su un rimorchio le batterie del motore di 13 chilowatt. Consumando 8 kwatt per ogni ora di viaggio, Palmer ha “bruciato” l’equivalente di poco meno di un litro di carburante. La velocità massima che ha raggiunto è stata di 90 km/h. Un approccio alla vita decisamente più slow per scoprire quanto può essere appagante riscoprire il rispetto della natura che ci circonda. Certo, il rimorchio dei pannelli solari non è il massimo dell’eleganza e della praticità. Ma la tecnologia brucia i tempi e promette già di sviluppare strumenti meno ingombranti per realizzare il sogno dell’indipendenza dal petrolio. Fin quando si sarà costretti a portarsi dietro l’ingombrante fardello, si potrà sfruttare per ricavare un piccolo abitacolo dove collocare compagni di viaggio rompiscatole.
L’uomo più veloce del mondo su una delle macchine più veloci del mondo. Usain Bolt è stato sorpreso sulle strade di Montecarlo a bordo di una Ferrari. Una F430 Spider, non una formula uno, per intenderci. Per un attimo sembrava riproporsi il cliché del campione dello sport accanto capace di varcare la frontiera ed eccellere anche nell’altrui disciplina.
Qualche tempo fa era toccato a Valentino Rossi testare le sue capacità all’interno di un abitacolo della Rossa. Per lui era stato più semplice scendere dalla sella della Yamaha per dedicarsi alle quattro ruote. E tutti lì a sognare di vederlo vincere anche in Ferrari.
Dopo quella comparsata sulla pista di Fiorano, invece, non se ne fece nulla. Rossi, semmai, si diletta con il rally. Tra un MotoGp e un altro.
Per l’oro pechinese e il recordman dei cento metri, Usain Bolt il discorso è assai diverso. Lui non ci pensa nemmeno a rinunciare ai suoi poderosi arti inferiori o ad utilizzarli soltanto per pigiare pedali da gara. Non gli serve un cambio rapidissimo di pneumatici per sbaragliare la concorrenza sul tartan. La Ferrari gli piace, sì. Ma l’utilizzo è tutto mondano e costa intorno ai 175.000 euro. Il prezzo della F430, per l’appunto. Anche la scelta dei circuiti su cui farsi notare, evidentemente, ha un’ispirazione mondana. Raikkonen e Massa, dopo aver ceduto il titolo mondiale di Formula Uno a Hamilton, possono dormire sonni tranquilli. Bolt non li lascerà a piedi. Altrimenti chissà quanto dopo di lui arriverebbero…
Conto alla rovescia ormai attivo per la 33esima edizione del MotorShow. L’evento di BolognaFiere si protrarrà dal 5 al 14 dicembre 2008. Quest’anno, come fa notare anche Omniauto.it, MotorShow propone un tema provocatorio: “Donne o motori? Motori”. Una domanda a cui gli organizzato della Gl Events danno una risposta immediata e senza tentennamenti. Vogliamo discuterne?
Innanzitutto dubitiamo che, a dispetto del quesito machista, il binomio MotorShow-donna (o gnocca, come direbbe un celebre bolognese) non venga riproposto. Il salone motoristico non ha mai fatto mancare accanto alle fiammanti carene o alle ruggenti carrozzerie (potrà mai ruggire una carrozzeria? Boh) minigonne e pushup.
Ma poi che senso ha chiedere se sono meglio i motori o le donne? Forse le due categorie non possono andare di pari passo, come tradizione vuole? E’ un po’ come chiedere al bambino: vuoi più bene al papà o alla mamma? Un’amletica cazzata. Se l’obiettivo era quello di far discutere, e presumiamo che fosse davvero quello, ci hanno visto lungo.
Se vi vien voglia di andare al MotorShow, leprevendite online sono già attive. I prezzi più o meno rimangono fermi (24 euro il ticket intero).