Pink Stop

Archivi: ottobre 2007

Booze Cruise, il gioco che dice stop agli incidenti per alcol

31 ottobre 2007

In Canada le stanno provando tutte per arginare il fenomeno degli incidenti provocati da guidatori ubriachi, una piaga che colpisce un po’ tutte le strade del mondo. Una delle soluzioni al vaglio è quella di un videogioco che simula la guida in stato di ebbrezza. Il gioco in questione, ideato da Jim Parker, docente di media digitali all’Università di Calgary, nell’ambito di un progetto scolastico, si chiama ‘Booze Cruise’, che letteralmente significa ‘viaggio con la sbornia’, e riproduce quello che si vede e le sensazioni che si provano guidando ubriachi. La storia riprodotta nel videogioco ha come protagonista “questa persona totalmente ubriaca che si sveglia nel portabagagli e deve tornare a casa guidando”, spiega Parker. Il giocatore ha una visuale ristretta e i tempi di reazione rallentanti, tipici di chi ha bevuto troppo. In queste condizioni deve cercare, in 90 secondi, di tornare a casa possibilmente evitando i vari ostacoli, tra cui pedoni, auto e controlli di polizia, che incontra nel suo percorso. “E poi, solo per divertirci, abbiamo collocato qualche distrazione a fianco della strada, come elefanti rosa” scherza il professore. Per sviluppare il videogioco Parker e il suo gruppo di studenti si sono avvalsi della collaborazione della polizia di Calgary. Il gioco è rivolto sia ad un target di adulti che ai ragazzi più giovani, in modo che si rendano conto quanto l’alcol possa essere pericoloso e riduca le prestazioni al volante.

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Troppi i morti sulle due ruote

24 ottobre 2007

L’Italia è la nazione europea dove si registrano il maggior numero di incidenti su due ruote. Nel 1994 eravamo al terzoposto come numero di vittime (19% del totale), dal 2003 siamo al primo posto con 1.441 vittime (24%) che sono diventate 1.474 nel 2004 (26%) e 1.404 nel 2005 (26%).

Secondo le previsioni della Consulta nazionale per la sicurezza stradale con l’attuale trend nel 2010 le vittime in incidenti con moto e ciclomotori toccheranno quota 30%. I motociclisti che muoiono sulle nostre strade sono il 26% delle vittime totali, con punte che toccano anche il 50/60% nel fine settimana.

A parere di Giordano Riserbi, presidente dell’Associazione Amici della Polizia Stradale (Asaps) “le cause di questa situazione sono note. Un parco mezzi in espansione, un ritorno alle due ruote di conducenti non più giovanissimi per esigenze di mobilità nelle grandi città, potenza esagerata della classe motocicli (molti modelli arrivano a 130 km/h in prima marcia, vanno da 0 a 100 in 3 secondi, raggiongono velocità di 270/300 km/h), infrastrutture stradali che per la loro scarsa manutenzione, (in particolare del fondo stradale e per i taglienti guard rail nelle vie di fuga) e carenza nella segnaletica, non permettono errori che spesso si rivelano fatali”.

Negli altri paesi europei si stanno cercando delle soluzioni per risolvere questo grave problema. In Spagna, dove è emerso che il 28% dei motociclisti coinvolti in incidenti ha la patente da meno di 3 anni, si è deciso di vietare le maxi-cilindrate fino a 24 anni. “Tutto è cominciato analizzando in tempo reale i dati dell’incidentalità iberica – spiegano quelli dell’Asaps – nei primi 6 mesi del 2007, i motociclisti uccisi sono risultati essere 244, 53 in più rispetto allo stesso periodo del 2006, con un aumento del 28%. Lo scorso 11 settembre, pochi giorni prima di diffondere l’analisi statistica appena elaborata, il bollettino è stato aggiornato e le vittime delle due ruote sono divenute 390. Agosto ha segnato un aumento del 50% rispetto al mese precedente: una follia”. In pratica, un diciottenne, prima di poter salire su una mille, deve aspettare almeno 6 anni, il tempo necessario ad accumulare della preziosa esperienza. Forse, un esempio da imitare

Le 50 auto peggiori della storia

17 ottobre 2007

Il giornalista Dan Neil del Los Angeles Times, primo giornalista automobilistico a vincere il premio Pulitzer nel 2004, ha stilato una classifica delle peggiori 50 auto della storia. Senza nessuna remora nell’elenco dei flop ha anche inserito la Ford T del 1909, considerata da molti la progenitrice dell’auto di massa. “Uh-oh – commenta Neil – Qui arrivano i problemi. Conveniamo sul fatto che la Model T ha fatto tutto quello che dicono i libri di storia: ha messo l’America sulle ruote, sovralimentato l’economia della nazione e trasformato il paesaggio in maniera inimmaginabile quando la prima Tin Lizzy uscì dalla fabbrica. Bene, proprio questo è il problema, no? La Ford T – la cui tecnica di produzione di massa fu il lavoro dell’ingegnere William C. Klann, che aveva visitato la linea di dis-assemblaggio di un mattatoio – ha dato agli americani l’idea dell’automobilismo come qualcosa simile ad una legge naturale, un diritto donatoci dal Creatore. Un secolo dopo le conseguenze dell’aver messo ogni anima vivente su ruote alimentate a carburante si stanno accumulando, dall’aria sulle nostre città alla sabbia sotto gli stivali dei nostro soldati”. Scorrendo la lista si può notare che, oltre alla stragrande maggioranza di modelli americani, ce ne sono anche alcuni di casa nostra:
la Ferrari Mondial 8 del 1980 con questa motivazione “il suo impianto elettrico aveva più difetti (“bugs”, inteso come insetti N.d.R.) di una finestra di un motel di Barstow. Alla fine ogni sistema si guastava, frequentemente accompagnato da un odore di cavi bruciati. Il servizio autorizzato dalla fabbrica assomigliava più ad una estorsione autorizzata dalla fabbrica”.
La Maserati Biturbo del 1984 “La Biturbo fu il prodotto di una disperata, squattrinata azienda vicino alla bancarotta, e si vede. Tutto quello che avrebbe potuto creparsi, bruciare, spezzarsi o rompersi lo faceva con la regolarità del Coro di Zingari. La raccolta degli avvisi di riparazione assomigliava alla Bibbia di Gutenberg”.
La Lamborghini LM022 del 1986 per “la sua raccapricciante clientela. La “Rambo Lambo” era la versione civile di un veicolo militare che Lamborghini vendette ad alcuni paesi fari della democrazia, Arabia Saudita e Libia fra gli altri. La lussuosa LM002 si rivolgeva a giovani e viziati sceicchi sauditi che volevano attraversare la sabbia per sorvegliare i propri giacimenti di petrolio”. La Fiat Multipla del 1998 “Con i suoi strani abbaglianti situati alla base dei montanti anteriori la Multipla sembrava che avesse più file di occhi, come un girino illuminato. Aveva quella strana proboscide davanti e una ingombrante cabina dietro, e l’insieme era situato su ruote da nano. Ne affittai una in Europa e funzionò meravigliosamente, ma era così tragica da guardare. La Multipla ci ricorda dunque che le auto non devono solo funzionare bene, ma devono essere belle o almeno non possono assomigliare a questa”. Fonte: omniauto.it

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Ennesimo successo di Fiat a quota 31,1%

10 ottobre 2007

Settembre stabile per il mercato dell’auto che ha registrato un aumento delle immatricolazioni dello 0,2% . Il gruppo Fiat, invece, continua a incassare successi e per la prima volta supera la quota di mercato del 31% nel nostro paese. Le nuove auto sono state 184.774 in settembre mentre nello stesso mese dello scorso anno furono 184.403. Dati poco rassicuranti se si calcola l’incentivo all’acquisto di mezzi fornito dalle rottamazioni e l’impulso derivato dalle chilometri zero, cioè da quelle auto immatricolate ai concessionari per essere rivendute nel giro di poche settimane con sconti consistenti.
Continua invece la crescita di Fiat Group Automobilies che nel mese di settembre ha immatricolato oltre 57mila vetture, il 2,1% in più rispetto all’anno precedente, e quella del marchio Fiat che ne ha immatricolate 45mila, segnando un + 3,5% e con una quota pari a 24,4%. Ai primi tre posti nella classifica delle auto più vendute troviamo la Punto, la Panda e la 500 che ha raggiunto una sorprendente quota di 75mila ordini in tutta Europa. Altra conferma per il brand arriva da Doblò, primo nel suo segmento con il 51,3%. Anche la Lancia continua a collezionare successi per il settimo mese consecutivo e con oltre 7.400 vetture immatricolare in settembre (+ 2,7%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ecco i dati: Lancia Ypsilon prima nel suo segmento, Phedra secondo monovolume più venduto, Lancia Musa – che a settembre è cresciuta di oltre il 23% rispetto allo stesso mese del 2006 – monovolume più venduto d’Italia.
Tra le marche estere nel mese di settembre perdono terreno Peugeot (-19,8%), Toyota-Lexus (-13,9%), Renault (-12%). Salgono, invece, le vetture economiche di Chevrolet (+19,7%), e le auto Ford (+4,67%) e Opel (+3,15%). Recuperano le lussuose Mercedes (11,74% a settembre contro +0,46% dei primi nove mesi), Bmw (+6,75% contro il -14,2% della rivale Audi), Chrysler-Jeep-Dodge (+9,9%).

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Vespa S: lo scooter che viene dal passato

3 ottobre 2007

Finalmente è ritornata sulle nostre strade la più popolare delle due ruote italiane, la Vespa Special della Piaggio. Un’icona che ha rappresentato un’epoca restando sulla cresta dell’onda fino ai giorni nostri. In questa stagione di revival e di rivisitazioni in stile retrò di tanti oggetti di design, principalmente quelli in cui l’aspetto emotivo prevale, anche la società di Colannino ha dovuto adeguarsi. Il nuovo modello di Vespa ricorda, in tutto e per tutto, il fascino minimalista e le linee che sfoggiava negli anni 60-70. I dati del successo parlano da sé: 100 mila veicoli venduti all’anno, contro i 50 mila del 2003 e, come spiega Daniele Bandiera, direttore generale Operations del gruppo Piaggio “la forza della Vespa di oggi è quella di parlare a tutti ma anche di rappresentare un riferimento di eleganza e di stile: è un prodotto premium a tutti gli effetti. Solo così è possibile creare un vero fenomeno negli Usa, o venderne 8mila in Vietnam con prezzo fino a 7mila dollari, quando la concorrenza viaggia sui 1.500”. La Vespa S, sviluppata dal gruppo di tecnici di Pontedera guidati da Alessandro Bagnoli, è proposta nelle classiche cilindrate 50 e 125 cc e presenta, nelle due varianti, linee pulite ed essenziali. E’ fornita di una manubrio con proiettore rettangolare contornato da una finitura cromata, specchi retrovisori cromati, sempre di forma rettangolare e cruscotto con cornice cromata. La 50 cc a due tempi risulta leggere e scattante, adatta alle strade cittadini mentre la 125cc si distingue per le prestazioni e per l’economicità.

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