E’ uscito il nuovo Tom Tom Rider, il navigatore satellitare pensato per le due ruote. E’ disponibile in due versioni: Europa, che garantisce la navigazione door to door in tutta l’Europa occidentale e Local, per l’Italia, con mappe che coprono il 97% delle strade italiane. Il Tom Tom Rider 2 è fornito di kit di montaggio Ram adatto a quasi tutti i modelli di moto. Inoltre, ha incluso un auricolare wireless Bluetooth Cardo scala-rider (ha un’autonomia di 7 ore) per avere istruzioni vocali direttamente nel casco. L’auricolare è adatto sia a caschi aperti che a quelli chiusi e garantisce un ottimo livello di isolamento dal rumore esterno. Il nuovo navigatore Tom Tom può essere utilizzato con temperature tra i -10 e i + 55 gradi. Il display si attiva con touchscreen ed è utilizzabile anche con i guanti. Una funzione molto interessante è il Free Buddie Service che consente di sapere se ci sono nelle vicinanze dei bikers amici. La funzione però richiede un telefono Bluetooth con GPRS. La copertura delle mappe comprende Andorra, Austria, Belgio, Isole Canarie, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord), Repubblica d’Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, San Marino, Spagna, Svezia, Svizzera, Città del Vaticano. Il prezzo si aggira intorno ai 500 euro.
Google, il più famoso motore di ricerca del mondo, fondato da Sergei Brin e Larry Page, ha stanziato dieci milioni di dollari per aiutare lo sviluppo della tecnologia ibrida nel campo automobilistico (un milione secondo Quattroruote). La tecnologia ibrida è quella che combina la trazione motore alla propulsione elettrica e che ha reso celebri le auto Toyota. Lo scopo è quello di incentivare la ricerca nel campo delle auto ibride per il superamento di alcuni problemi tecnici, in quanto le auto con il plug-in (quelle capaci di recuperare l’energia consumata ed attaccarsi alle prese della corrente per ricaricare le batterie) sono ancora in una fase sperimentale. Compito che spetterà agli esperti dell’Electrical Power Research Institute, del Rocky Mountain Institute e dell’Università del Delaware , che hanno ricevuto i finanziamenti. Tra i nodi che dovranno sciogliere ci sono quelli legati alla ricarica della batteria con la presa elettrica. Il rischio che si corre è, infatti, che la batteria si bruci o riduca la sua durata. Il progetto, chiamato ‘Recharge IT’, è finanziato dalla fondazione Google.org, diretta da Larry Brilliant in collaborazione con la società energetica californiana Pacific Gas & Eletric. Tra le caratteristiche di queste auto, un’elevata autonomia, che dovrebbe arrivare fino ai 100 chilometri e i consumi ridotti al minimo: 3,2 litri per percorrere 100 chilometri con un abbattimento delle emissioni di CO2 del 68% inferiore rispetto alle auto tradizionali. Nel frattempo le prime sei autovetture sono già pronte per trasportare gli impiegato alla Mountain View, ma il parco macchine crescerà fino alle cento unità.